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Poesia
APPOGGIATO A TRE DITA
Collaboratore del Giornale di Vicenza per le redazioni Sport e Provincia.
In preparazione una raccolta di poesie adolescenziali intitolata "Istanti apparentemente distanti".
APPOGGIATO A TRE DITA
Appoggiato a tre dita
s’assopisce il mio esausto corpo di vecchio:
ancora una volta osservo il tramonto
insanguinato dalla lenta morte del sole.
Oh tu che muori ogni giorno!
Nei momenti in cui cadi,
a volte anch’io vorrei precipitare,
ma dietro di me uno specchio
mi rammenta la mia immagine
di me che vivo,
e il desiderio di compiere per intero
il mio cammino.
E’ la ragione che sostiene
le mie tre stanche dita
che si conficcano nelle tempie
e mi penetrano nella mente,
mentre s’arrampica sul buio prossimo
un urlo che nasce da dentro,
soffocato dalla mia lingua mozzata.
Così scivolo sulle le mie tre dita da anni,
lascio libera la mia testa pesante
sorretta da mille pensieri
a cui non posso dar voce,
ora che l’imbrunire mi toglie la luce.











