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Storie brevi

L'ultima falla

di Luca Artico

Studente di lettere e filosofia all'università degli studi di Udine. Aspirante scrittore.

Bombero maricon! Bombero maricon! Bombero maricon!” “Pompiere frocio”. Lo urlavano tutti mentre bruciava l'ultima falla sapendo che i pompieri stavano per prendersi la loro rivincita. Avevano lavorato duro, quella notte erano bruciate decine di fallas come da tradizione. Opere di cartone alte metri e metri che andavano a fuoco arginate dai palazzi del centro città, ecco cos'è l'ultima notte de las fallas. I pompieri erano arrivati nel centro di Valencia da mezza Spagna per quell'evento. C'erano camionette targate Granada, Murcia, Barcelona, Alicante. Avevano fatto proprio un gran lavoro quella notte. “Bombero maricon! Bombero maricon! Bombero maricon!”. Le urla arrivavano da tutte le vie che si affacciavano sulla piazza dove stava bruciando l'ultima falla, ma la gente strepitante insultava da lontano, schiacciata nei vicoli, conscia di quello che sarebbe successo. Del nostro gruppo eravamo rimasti in tre e quella era la nostra ultima sera a Valencia. Avevamo trovato quella piazzetta per caso e la falla che stava bruciando non era alta ne particolarmente bella. Però era l'ultima ed i pompieri stavano per togliersi qualche soddisfazione. “Bombero maricon! Bomrero maricon! Bombero maricon!” la folla continuava senza sosta come in un coro da stadio. Due pompieri si girarono e con l'idrante caricarono chi urlava più forte. “Bombero maricon!” li chiamarono da un'altra via, ed i pompieri caricarono anche loro. Come in una corrida i pompieri inferociti inseguivano gli insulti dei vari banderilleros. La folla nei vicoli correva indietro in massa per non farsi bagnare. Un provocatore si calò i pantaloni dalla parte opposta della piazza invitando a colpirlo ed alle sue spalle apparvero improvvisamente altri due pompieri-tori armati d'idrante, per lui non ci fu scampo. Nella confusione del gioco nessuno badava più a la falla in fiamme. E mentre la folla schivava un'altra carica la torre del castello di cartone crollò. Crollò alla sua destra, spinta dal vento fuori dal recinto di protezione. Crollò addosso ad un uomo. La festa era finita. Arrivò un'ambulanza e lo portò via. Noi, la folla, lentamente ci avvicinammo alle macerie fiammeggianti per asciugare i nostri vestiti bagnati. Era stata una gran festa.