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Poesia

Capolavoro

di Jacopo Babuscio

Jacopo, nato a 120 anni nel 1998, non ha mai creduto nelle biografie. Il giovane protagonista ha speso gli anni della coscienza a cercare di capire quale sia il metodo più efficace per comunicare, arrivando alla consapevolezza che l'unico criterio è l'incomunicabilità. Mentre arrivava a queste profonde conclusioni non ha fatto molto. All'attivo ha un diploma, dei racconti e qualche cortometraggio che non hanno mai lasciato la scatola sotto il letto con sopra il ritaglio di giornale di David Bowie. Ha seguito dei corsi di fotografia e cinema organizzati da associazioni locali che lo hanno convito a sperimentare nuovi mezzi di comunicazione (terrestre o meno). In fin dei conti non c'è molto da raccontare e non ha fiducia in quelli che utilizzano tutte le battute messe a disposizione perché, si sa, hanno sempre qualcosa da nascondere

Tutto è qui al suo posto:

il quaderno con la coperina nera rigida,

la penna a gel,

il bicchiere è pieno di vino rosso.

Oggi scrivo un capolavoro.

Voglio stare attento alla metrica e agli accenti e alle rime.

Come dicono i giornali

e la mia giacchia di tweed

e i miei occhiali spessi

e il mio atteggiamento e il mio modo di parlare,

io sono uno scrittore e quindi posso permettermelo.

Laurea di centodieci e lode, bacio accademico, menzione speciale e pubblicazione della tesi.

Ma quanto sono bravo, quante ne ho fatte.

Strappo un’altra pagina, ho sporcato il foglio con il gomito.

Io scrivo solo quando mi sento sicuro

E l’ambiente è fruttuoso

E non ho altri pensieri per la testa.

Tasse e bollette, affitto e corso di scrittura li pagano i miei perchè ho bisogno di tempo.

È per questo che sono venuto qui a Parigi.

Adesso frequento la gente giusta, i cafè migliori.

Ho letto Proust, Camus e l’opera omnia di Beckett e Ionesco, ci sono dentro.

Anche se negli ultimi tempi mi è mancata l’ispirazione

 

Oggi me lo sento: scriverò un capolavoro.

Sto solo aspettando che le pagine si asciughino.

Prima, barcollando mentre andavo in bagno, ho versato il vino rosso sul quaderno.

Giusto il tempo che il termosifone faccia il suo lavoro e inizio.

Metto su un po’ di Schubert, vi dispiace?

Si dice stimoli la creatività.

Che ora sono? Già le due di notte ?

Questi caloriferi sono pessimi, neanche riescono a scaldare l’ambiente.

Solo due secondi sotto le coperte e poi inizierò a scrivere, promesso.

Del resto lo sanno tutti, l’ispirazione ti raggiunge meglio con il buio.

 

Guardo l’orologio: le tre e mezza.

Non riesco più a rimanere sveglio,

Meglio riposarmi per questa volta,

a mente fresca mi metterò a lavoro.

Posso permettermi un giorno di pausa, sono uno scrittore

ma

Promesso

Domani scriverò un capolavoro.