<< indietro
Poesia

#102 / Mediterraneo

di Valentina Cottini

Classe ‘94, anconetana di nascita ma dallo spirito nomade, Valentina Cottini dimostra sin da giovanissima una forte propensione artistica, che esprime nella musica, nel teatro e nella letteratura. Sceglie di improntare i suoi studi su quest’ultima, prima in un liceo classico, poi con una triennale in Lingue e letterature all'università Ca’ Foscari, infine attraverso un master in Editoria alla IULM. La passione per il viaggio, sviluppata sin dal liceo attraverso importanti esperienze in Argentina, Brasile e Russia, unita a una forte ricerca spirituale, la spingono a intraprendere con il fratello il cammino di Santiago, che racconta sotto forma di diario nel suo esordio letterario. Scrive poesie dall'età di 12 anni, a 13 ottiene il primo premio della sezione giovani al Festival del Dialetto di Varano (AN), a 22 una sua poesia viene selezionata per la pubblicazione dalla giuria del premio Arte Città Amica di Torino.

 

Mare che sei stato porto
e casa
per una vita
mare che sei radici e viscere
sale sulle ferite
 

Mare come faccio a guardarti
mare come faccio a
                          non piangere

mare come faccio a
         mettere la testa sott’acqua

            e non sentirli

 

Mare cos’è questa tempesta
che ti porti addosso?

Mare chi ti ha insegnato
                          a urlare più forte
              delle urla a cui fai
                     da sepolcro?

 

Mare com’è che non piangi?
Non ne sei capace?

Mare come hai fatto
   a fare pace
con te stesso
con chi ti ha compromesso
con chi ti ha reso fossa?

 

Mare tu riesci
a cucirti i pensieri
dentro alla bocca?

A poggiarti sui tuoi
cuscini di dune
a chiudere gli occhi
sotto a certe lune
 

            Mare tu la notte
riesci a dormire?

 

            Mare
con tutta quella morte

che ti porti dentro

            mare come fai
                           a non morire?