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Una storia di cronaca

Sempre più città al rovescio: colpito il 78,4% degli Italiani

di Marco Altea

Mi chiamo Marco Altea, ho 25 anni e da poco ho conseguito la doppia laurea italo-francese in “Culture letterarie europee” presso le università di Bologna e di Haute-Alsace (Mulhouse), con valutazione finale di 110 e lode. La tesi sull’interpretazione dell’affaire Moro da parte dei quotidiani francesi, esposta davanti a una giuria internazionale, mi ha permesso di viaggiare tanto e di avvicinarmi al mondo del giornalismo. Durante il mio percorso accademico, ho partecipato al progetto Erasmus presso l’università Paris-Nanterre e l’università di Haute-Alsace. Ho inoltre avuto la possibilità di seguire diversi seminari professionalizzanti: uno tenuto dalla casa editrice Odoya; uno inerente all’ambito pubblicitario; l’altro riguardante l’ambito cinematografico, tenuto dai docenti della scuola Bottega Finzioni. Negli stessi anni, ho avuto la fortuna di approcciarmi all’ambiente editoriale, esperienza che ha portato alla pubblicazione di un articolo scritto in occasione del festival BilBolBul. Durante l’anno scolastico 2017/2018 ho insegnato lingua e cultura italiana presso l’associazione Dante Alighieri di Mulhouse e in seguito ho lavorato come mediatore linguistico-culturale per una cooperativa sociale. Ho infine concluso il percorso formativo che prevede l’acquisizione dei 24 CFU fondamentali per la partecipazione al concorso nazionale per l’insegnamento. Come vincitore del posto di Assistente di lingua italiana all’estero promosso dal Miur, a settembre mi recherò ad Amiens per svolgere tale ruolo in una scuola superiore.


Sempre più città al rovescio: colpito il 78,4% degli Italiani                                                                                                                                 



La causa è un batterio, ma c’è una cura



Secondo l'ultimo rapporto del CDG - Centro per la Giusta Direzione -, nell’ultimo anno e mezzo il 78,4% della popolazione nazionale sembra funzionare al rovescio.



Numerosi i casi registrati in diverse città: per le vie, infatti, si vedono passeggiare allegramente uomini senza cervello, donne col cuore a destra, bambini con escrescenze a forma di telefonini. Ovunque, poi, si sentono dialoghi di ragazzi che a causa di una malformazione alle corde vocali parlano per hashtag e le inutili sentenze di intellettuali da giardino dalla faccia a forma di sedere.



Le cause di questo rovesciamento delle strutture sono da ricercarsi nella diffusione di un particolare batterio, il bacillus ingnorantie, che pian piano aggredisce il sistema nervoso rendendo il malcapitato pressoché imbecille. Esso trova terreno fertile sui social network o in fonti di informazione non accreditate.



In questo mondo al contrario, dove il polo nord è a sud, le scie sono chimiche e la terra si è riscoperta improvvisamente piatta, la dignità si è logorata tra i filtri social e le pietre d'inciampo levate, gli amori sono diventati criminali, gli uomini di colore si mimetizzano in camicie nere, i pastori piangono sul latte versato e i politici sparano su barconi di speranza alla deriva.



Tuttavia, in questo panorama distopico, il Centro per la Giusta Direzione ci informa sulla scoperta di nuovi anticorpi, che tentano, per così dire, di sovvertire il (dis)ordine. Si tratta di silenti rivoluzionari, a cui gli scienziati hanno dato il nome di “insegnanti”, dal nome della loro scopritrice, la dottoressa Insegna Giusto. Attraverso la lettura del passato, l’analisi dei testi, l’interpretazione del contemporaneo, con sforzo disumano e ben poco ripagato, gli insegnanti tentano un’inversione di marcia.



“Cinquanta mila circa gli antibiotici messi per ora a disposizione – dichiara il ministro della Salute Nono Vacci – ma, se incoraggiata, la riproduzione degli insegnanti potrebbe ricondurre i cuori a sinistra, la terra a una forma sferica, la testa a ragionare e, insomma, il cervello a funzionare nuovamente. Bisognerà però attendere diversi anni”.                                                                                                                               



Nel frattempo, dicono gli esperti, è possibile rallentare il processo di rovesciamento tramite sane e costruttive letture.