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I racconti dello scontrino

La cena

di Elisabetta Severino
Originaria di Lecce e adottata da Bologna si laurea con il massimo dei voti alla Facoltà di Lettere dell'Alma Mater Studiorum. Giornalista e ufficio stampa trascorre le sue giornate lavorando, scrivendo, leggendo, viaggiando e nuotando, sempre animata dalla curiosità.
Oggi finalmente niente ufficio, mi concedo un po' di sano relax, accendo la TV ma al TG nessuna buona notizia, c'è un servizio sulla costruzione di un nuovo muro portatore di inedite frontiere e presagio di invalicabili barriere. Terminato il notiziario vado alla Coop, la spesa è una di quelle cose che preferisco fare senza la frenesia che genera disattenzione. Al reparto ortofrutta faccio incetta di duroni, le ciliegie di Vignola, immaginandole dolci e succose nella crostata che preparerò per la cena di stasera, e mi perdo nella vastità delle forme e dei colori delle banane dell'Ecuador, del mango del Brasile, dell'ananas del Camerun e dei piccoli e graziosi kiwi della Nuova Zelanda che tagliati a cubetti arricchiranno la mia insuperabile macedonia. Nel carrello, oltre alle farfalle Barilla e agli ingredienti per un buon pesto fatto in casa che lascerò preparare a Renata, non mancano il camembert per omaggiare Charles, gli hot dog per far sentire a casa Philip e ciò che serve per il perfetto felafel di Shirin e per la dissetante sangria di Pablo. Mi avvio alla cassa e penso a quanto una cena tra amici “diversi” possa arricchire e rendere felici.