<< indietro
I racconti dello scontrino

L'esame

di Giorgia Ghermandi
Studia informatica, appassionata di lingue straniere, scrive nel tempo libero.
Luca si appoggiò a uno scaffale. Un coriandolo viola cadde dalla giacca, regalo della festa di carnevale di quella mattina. “Cosa sta facendo?” Si voltò: la guardia lo fissava. “Stiamo per chiudere e lei è qui in piedi da un'ora. Se deve comprare qualcosa, si metta in fila.” Indicò l’unica cassa aperta, assediata dai pochi clienti rimasti. Luca sospirò. “Le spiego, sono un insegnante di teatro e...” Vide Toni avvicinarsi con un carrello mezzo pieno. “Scusi il ritardo, prof.” Luca sfilò foglio e penna dalla giacca. “Solo un attimo,” disse alla guardia. Rovistò tra i prodotti nel carrello: uova, latte, detersivo. “Chi avevi?” “La casalinga.” Luca annuì. “Bravo. Ora rimetti a posto.” Appoggiò il foglio allo scaffale e scrisse un otto accanto al nome di Toni. Fissò la guardia. “Vede, devono fare la spesa immedesimandosi nei personaggi.” Quella gli indicò l’uscita senza acquisti. “Si accomodi, per favore.” Luca gonfiò il petto, stringendo i fogli nel pugno. Non sapeva cosa lo facesse più arrabbiare: essere cacciato, o che si fossero presentati solo tre dei suoi studenti. Una signora in fila rise con voce maschile. Luca le lanciò un’occhiataccia. “Salve prof,” disse lei. E si tolse la parrucca. Era una di quelle esposte nella sezione del carnevale, insieme ai baffi finti dell’anziano in fondo. Tutti i clienti indossavano uno di quegli articoli. A giudicare dall’espressione, anche la guardia l'aveva notato. Luca si frappose tra lei e i suoi studenti. “Pago io,” disse, sorridendo.