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I racconti dello scontrino

Ciò che ne resta

di Alessandro Vittori
Nullafacente a tempo pieno.
Chi sono? Ha importanza? Me ne sto appollaiata in quest'angolo a mendicare. Da qui osservo il mondo entrare e uscire da quella porta automatica. Persone senza tempo, in preda alla vita e alle sue necessità. Di tanto in tanto qualcuno mi getta distrattamente dei soldi, con un gesto di meccanica carità. A nessuno interessa la mia storia. A nessuno interessa più quanto ho da dire. A nessuno, tranne che a te. Non è andata sempre così, sai? Un tempo c'era ancora posto per me fra voi. Ah, giorni andati! Quando parlavo, parlavo, parlavo...e mica mi stancavo. In molti mi prestavano orecchio, poiché la mia voce era la stessa che giaceva sepolta nel cuore degli uomini. Una volta avevo un senso, uno scopo. Ora non più. Il mondo non mi vuole, mi ignora: tutti sono divenuti ostinatamente sordi...e io, temo, non ho più fiato. Imprigionata come sono qui, rilegata in questa malata realtà, lotto giorno dopo giorno per restare presente a me stessa e salvare la mia identità. Solo qualcuno come te, piccolo, mi rivolge lo sguardo: semplice curiosità probabilmente o, forse, perché ancora in possesso della capacità di sognare tipica della fanciullezza, nelle cui vene scorre una nuova chance di riscatto. Sì, puoi immaginarlo, vederlo, quasi toccarlo! L'avvenire di un mondo più umano, e più giusto, più libero e lieto. Non dimenticare questa visione, non farlo mai. Ma ora va, quella signora con il carrello ti sta chiamando. Chi sono, mi chiedi? L'Umanità o, meglio, ciò che ne resta.