<< indietro
I racconti dello scontrino

Sentimercato

di Riccardo Rossi
Appassionato di storie, soprattutto quelle che mischiano fantastico e quotidiano; autore di racconti e giochi di ruolo. Antropologo culturale di formazione, ha lavorato come articolista, redattore ed educatore. Adora camminare senza una meta precisa, e le vecchie macchine da scrivere.
Supero rapido i titoli allarmanti dei quotidiani – Guerra in vista? Meno soldi! E il governo? – e la gastronomia. So che esiste. Non me l’ha detto nessuno, ma li ho visti: commessi in ferie e habituée con montagne di punti accumulati, che confabulavano per poi sparire dietro una corsia. Rispuntavano ore dopo, dal lato sbagliato del supermercato. Cospiratori, impegnati in itinerari d’acquisto non euclidei lungo scaffali paradimensionali. Mio cugino è architetto: le so queste cose. Ignoro le notifiche ansiogene di zio Giulio. Crederebbe alla Befana, se gli dicessero che è un complotto. Fisso il vuoto tra la scritta LATTE e quella UOVA. Se individuo la giusta angolazione… Sono dentro. Rachele mi invia sei messaggi, tutti sul suo esame di domani. Spengo il telefono. Il settore vibra di colori alieni. Ha pochi clienti, discreti, e tanto personale. “Giorgi’! Gioie, oggi, ne ha?,” indaga una vecchina sorridente. “Signora, sono mesi che le ordino. Mai ne arrivasse una!” Ignoro una coppia in cerca di Stabilità; schivo un omone sudato che confronta marche diverse di Noia. Guadagno il fondo della sezione: uno spazio quasi vuoto, non fosse per – Sì! – un’ultima confezione. Mentre vado a pagare, butto un occhio alla lista della spesa, alle aggiunte nervose del coniuge e della prole. Poi butto la lista. Questa cassa è separata da quelle normali. Invisibile. Non c’è fila. “A posto così?,” chiede il commesso. “Sì, grazie,” rispondo con gratitudine, “un po’ di Quiete può bastare."