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I racconti dello scontrino

L'odore di Kaffa

di Vito Lorenzo Dioguardi
Poche cose su di me: mi chiamo Vito Lorenzo Dioguardi, sono nato a Foggia il 18 Novembre 1980, ho studiato a Bari, Roma e Macerata e insegno da anni in provincia di Brescia.
Sarebbe già strano così: che una ragazza etiope lavori come collaboratrice presso una famiglia della ricca Roma, vada a fare la spesa e scorga da lontano i due uomini che le ha fatto in assoluto più male nella vita. Dov’è lo strano? Che quegli uomini avrebbero dovuto rimanere in galera, che Roma è tanto grande eppure erano lì. Come ovvio, fece di tutto per eclissarsi e complice la grandezza della Coop, l’ora di punta, la fretta di quelli, uscì indenne da un incontro potenzialmente drammatico. Non era stata la sua testimonianza ad incriminarli? Dopo il loro allontanamento, andò di filato verso l’ultimo prodotto che le mancava: il caffè. Il padrone, un mezzoconte della nobilità romana dalle conoscenze altolocate, la pagava poco e a nero, le faceva fare più ore di quelle pattuite e con gli amici sboccava malizioso. Na’weh era tanto affascinante che bravi uomini, anche italiani, spesso già sposati, ne vedevano il fascino esteriore senza mai pensare a quella che era stata la sua vita. Ella accettava tutto tranne questo: il conte criticò come aveva preparato il caffè. Uscendo, anziché piangere come sempre, stavolta rise di quell’ignoranza. Lei che veniva dalla regione di Kaffa, dove è nato il caffè, ricordava la pianta, il suo colore, l’odore, gustava migliaia di storie antiche a riguardo: aveva fatto assaggiare il vero caffè a quell’ingrato signore. In più, non zuccherando. Preso il sacchetto della marca più nota, sentì dentro aria di casa e la forza per cercare un nuovo lavoro.