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I racconti dello scontrino

Philadelphia

di Elena Righetti

26 anni; riminese per nascita, bolognese per adozione. Alla costante ricerca di sé stessa. Noam Chomsky sempre sul primo scaffale della libreria.

Eccole. Finalmente. Erano venti minuti che le stava aspettando. Aveva cercato di non pensarci perché la nonna gli aveva insegnato che a sperare troppo le cose non si avverano e lui, questo, proprio non lo voleva. Ma loro erano arrivate. E con loro, lei. Riprese ad infilare con cura i barattoli di marmellata sullo scaffale, avendo premura di posizionarli in modo tale che le etichette fossero tutte nello stesso verso. Una delle prime volte che l'aveva vista, le mani gli si erano impiastricciate di sudore talmente tanto che una bottiglia di olio gli era rovinosamente caduta a terra. Giovanni, all'epoca, si era voltato verso la signora che stava servendo e, allungandole il prosciutto, aveva sentenziato: “Sempre detto io. Da quelli come lui un se chèva un ràgn din tal bus.” Azzardò uno sguardo in alto e le vide avvicinarsi. Esili e sfuggenti; quelle caviglie erano la parte di lei che per prima si palesava alla sua vista. Ogni giorno, la osservava scendere quei dodici scalini che separavano il suo reparto da quello ortofrutticolo al primo piano. Marco, che puliva i bagni di tutto il centro commerciale da ormai dieci anni, un giorno gli aveva sussurrato con solennità: “Nessuna donna è impossibile. Basta trovare il momento giusto.” “Scusa, sai dove posso trovare il Philadelphia?” Distolse lo sguardo dallo scaffale e si voltò. Le caviglie erano lì e lo osservavano impazienti. Con stupore, la sua presa sul barattolo di marmellata si fece più forte. Forse, il momento giusto era arrivato.