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Una storia di cronaca

"Arrivederci, terra mia": lettera aperta di un giovane emigrante

di Angelo Lamacchia

Sono Angelo Lamacchia, ho 22 anni e sono nato a Matera. Vivo a Bologna, dove frequento l'università Alma Mater Studiorum alla facoltà di Giurisprudenza. Sono un grande appassionato di scrittura: ha sempre fatto parte della mia vita fin da piccolo, quando già amavo raccontare ciò che vedevo e vivevo. Una passione che poi, negli anni, si è trasformata in un sogno: quello di vivere, in un futuro, di tutto questo. Il percorso di studi che sto seguendo spero possa aiutarmi a realizzare me stesso e questa mia aspirazione. Sono appassionato di libri, musica, cinema, arte. Sono un grande amante dei viaggi: credo siano lo strumento perfetto per far cambiare i punti di vista, far aprire la mente, per esplorare e superare limiti e barriere. Sono autore di un blog di scrittura creativa (www.cinqwe.wordpress.com), dove esprimo i miei pensieri, mettendo in pratica in mio sapere: una palestra dove migliorare le mie capacità. Sono, inoltre, titolare e host di una struttura ricettiva a Matera, il B&B "Il Re degli Scalzi": entrando in contatto, ogni giorno, con viaggiatori in arrivo da ogni parte del mondo, ho imparato a conoscere e apprezzare tante nuove culture e stili di vita differenti, che hanno ampliato i miei orizzonti e accentuato la mia sete di conoscenza.

Cara terra mia,
 
non è facile per me, giovane lucano, ritrovarmi a scrivere queste parole seduto in una camera che non è quella di casa. Questo perchè, come tanti altri miei coetanei, sono stato tradito ed ingannato da te: mi hai fatto nascere e crescere, facendomi assaporare i tuoi sapori e inebriandomi con i tuoi profumi, per poi costringermi a cercare di realizzare il mio futuro altrove, troppo lontano dalle tue radici che mi hanno sempre sorretto fin dalla mia venuta al mondo.
Radici che ho messo in valigia insieme ai miei sogni (forse troppo grandi e arroganti per te), portandole con me in questo lungo viaggio... Nonostante tutto.
Ritrovarmi a scrivere queste parole non è semplice, perchè il solo pensiero di essere lontano da te, dagli affetti della mia famiglia, dalla tua genuinità, riapre una ferita che non potrà mai guarire.
Se solo le cose potessero cambiare... Cosa farei per riportare tutti noi, figli lontani dalle tue braccia, a vivere del tuo amore e a poter realizzare le nostre vite laggiù, dove ogni cosa è iniziata.
Purtroppo, sei gestita e martoriata da colletti incravattati privi di coscienza, avidi di potere, sempre in affanno per conquistare e realizzare l'ennesimo interesse personale, incuranti delle tue reali potenzialità, sempre più inespresse. Sei stuprata da barbari in arrivo da chissà dove, che annientano la tua bellezza per arricchire le proprie tasche.
E tutto questo cosa lascia? Desolazione ed emigrazione, il più alto tasso di spopolamento giovanile, la più alta percentuale di tumori e di relativi decessi, un tasso di natalità tra i più bassi d'Italia.
Insicurezze.
Perché non fai nulla per fermare tutto questo? Perché permetti che più nessuno di noi possa godere di te e di tutto ciò che di bello puoi offrire?
La speranza di tornare da te, magari un giorno, rimane sempre viva, come fuoco che arde intenso.
Ogni volta, ritornare da te è un po' come aggiungere un pizzico di malinconia al nostro cuore e alla nostra mente: ammiriamo e riscopriamo la bellezza dei tuoi luoghi nei lunghi viaggi di andata e ritorno. E quando arriva il momento di ripartire, si fa sentire sempre più forte il rimpianto di ciò che sarebbe potuto essere.
Ma a noi, tuoi figli lontani, non ci resta altro che aspettare, sperando magari di tornare quando sarà arrivato il momento per cambiare le cose, e rendere a noi e a te quello che meritiamo.
Arrivederci, Basilicata.
Arrivederci amara, e amata, terra mia