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I racconti dello scontrino

Girini

di Andrea Zancanaro

Mi chiamo Andrea Zancanaro, ho 23 anni, abito a Feltre e studio Medicina e Chirurgia a Firenze. L’anno scorso ho vinto il Premio Campiello Giovani 2017 con il racconto “Ognuno ha il suo mostro” e spero che in futuro l’attività medica e la scrittura possano procedere in parallelo.

Quando gli ha detto aspetto due gemelli, Luca si è immaginato una coppia di girini ancorati all’utero di Anna. Un grumo di tessuti che qualche mese trasformerà in corpi. Girini. Luca sa che in certe specie di anfibi, se i genitori non trovano cibo per tutti, i piccoli cominciano a mangiarsi tra di loro. Un documentario, anni fa. "Tutto bene?", una commessa lo vede immobile tra gli scaffali del supermercato. Non risponde: deve comprare verdure per Anna, proteggere i girini dalla carenza di acido folico. Nei momenti più diversi gli tornano alla mente le immagini viste in televisione e la paura che alle creature possa mancare qualcosa gli rende le anche molli. L’inquietudine è costante. Sarà così per sempre?, si chiede. L’automobilista distratto, il balcone troppo alto, i batteri in cerca di una tana. Fuori dalla pancia ci sono trappole pronte a scattare, è un conto alla rovescia. Prende una busta di insalata e il carrello vuoto gli sembra una gabbia senza coperchio. Presto ospiterà ciucci e pannolini, poi omogenizzati, quaderni e moltissime altre cose. "Tutto bene", risponde, infilando un guanto per scegliere la verdura. Non sa immaginarle, queste creature che condividono con Anna un’intimità quasi oscena, eppure già ne sente l’amore. A tratti, il peso.