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I racconti dello scontrino

Il posto sbagliato

di Elia Pasolini

Nato nell'aprile del '94, romagnolo per origine e per sentimento, attualmente sono studente magistrale presso la Scuola di Scienze Politiche a Bologna. Come molte cose belle della mia vita, la passione per la scrittura è nata come un gioco, che ho iniziato da ragazzino e che proseguo con passione. Negli anni ho partecipato ad alcuni concorsi per racconti. L'ultimo in ordine di tempo è stato il “Premio Letterario Internazionale Città di Cattolica – Pegasus Awards” nel quale una mia storia è stata premiata tra le finaliste. Come altre esperienze letterarie ricordo con piacere la collaborazione con alcune testate giornalistiche locali avuta tra il 2015 e il 2016, ed alcune piccole esperienze nella scrittura teatrale.

Aveva gli occhi allegri, lo sguardo vispo mentre guardava un pacco di biscotti abbandonato nel ripiano sbagliato. Biscotti secchi, nell’angolo delle fragole. «Mi piace la torta», mi disse. La sua mano sinistra stringeva il braccio destro, la sua schiena continuava a dondolare, avanti e indietro. Parlava senza guardarmi. «La torta alle fragole. Ti piace?». Risposi di sì. «La preparo stasera. Mi piace la torta alle fragole». Mise i biscotti nel carrello e chiese, serio: «Lo sai che la spesa si fa al contrario?». Io sapevo solo che c’è un patto implicito, alla Coop: ogni cosa al suo posto. Il pane con il pane, l’olio con l’olio. E ciò che si trova al posto sbagliato l’ho sempre attribuito alla pigrizia di clienti imbrattatori, che lasciano i loro ripensamenti nei ripiani più assurdi. Si incamminò al reparto colazione e qui, proprio tra gli stessi biscotti, trovò un panetto di burro. Un altro ripensamento. Ancora, nel ripiano del burro c’era un pacco di zucchero, e andando tra lo zucchero scovò delle uova. Tra le uova un vassoio di carta, tra i vassoi un cestino di fragole. Come molliche di pane aveva seguito i posti sbagliati. Davanti a biscotti in un campo di fragole, mi aveva insegnato la voglia di una torta. Scortandolo alla cassa sentii una donna chiamarlo “figlio”. «Vuole cucinare», disse ai miei occhi curiosi «Ci ho messo un po’ a preparargli il sentiero, è molto esigente: per lui ha valore solo ciò che è al posto sbagliato. Sa… è il suo modo per sentirsi al posto giusto».