<< indietro
I racconti dello scontrino

Eva... e Adamo

di Antonio Sora
Nato a Napoli e residente a Bologna, sono contaminato da tutto ciò che le mie due città mi hanno dato nel tempo. Sono un lettore accanito di tutto ciò che mi capita sottomano. Dal bugiardino del medicinale alle istruzioni della macchinetta del caffe. Partecipo al mio primo concorso.
Giornata dura ma sono a fine turno. Arriva in cassa una nonnina, le dico che sto chiudendo, lei domanda: “Sei Eva? Credo che questo scontrino ti appartenga.” Ringrazio. Noto che è pieno di parole. Leggo subito, mentre lei resta a guardarmi. Aiutami! Dico a te che hai trovato questo scontrino. Se sei dentro la Coop di via Lame, ti prego di farmi un favore, consegnalo alla commessa più bella. Lo so la bellezza è soggettiva, ma in questo caso non puoi sbagliare. Si chiama Eva. Se la cosa ti imbarazza lascialo al punto informazioni oppure affiggilo nella bacheca degli annunci. Perché non lo faccio io? Non sono così intrepido. Aiutami, ti prego. E sul retro: Eva, ogni volta che faccio la spesa, mi ritrovo il carrello pieno di cose che non mi servono. Spendo buona parte dei risparmi in alimenti per gatti, di cui sono allergico. Dalla corsia però posso stare a guardarti. Mi restano due possibilità, conquistarti e liberarmi di tutte le scatolette di bocconcini o aprire un gattile. Se stai leggendo, se il mio ambasciatore ha fatto il suo dovere, dammi una possibilità. Esci con me. Non è firmato. Pur volendo non so chi sia il simpatico autore. Sorrido, la signora avrà di certo letto. Le dico che non mi sento bella, ma che infondo è un gesto romantico. “Non c’è dubbio è lui!”, mi prende per mano e mi conduce verso il reparto. Un giovanotto guarda la scansia dei croccantini. Senza mezze misure gli dice: “Forza Adamo molla il carrello e offrile un caffè!”. Arrossiamo, ma solo io e lui!