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I racconti dello scontrino

La pistola della cassiera

di Valeria Vite
Laureata in Lettere presso l'Università degli Studi di Milano, lavora come cassiera domenicale presso Ipercoop Mirabello Cantù, in attesa di terminare gli studi necessari per insegnare. Nel tempo libero scrive articoli teatrali per il giornale online Lo Sbuffo e gioca a pallacanestro. Adora leggere, andare a teatro e viaggiare.
Il mestiere della cassiera è molto faticoso e quel bambino rendeva il mio lavoro impossibile: urlava a squarciagola indicando l’ovetto Kinder, mentre la madre appoggiava stressata la spesa sul rullo tenendo in braccio la sorellina. Mi pulsava la testa e i dieci minuti di pausa erano un miraggio lontano, ma il mio piccolo cliente non aveva intenzione di lasciarmi lavorare tranquilla. Dovevo trovare una soluzione. "Ciao, tesoro, vuoi vedere la mia pistola?" Il piccolo abbandonò gli ovetti e mi guardò con sguardo interrogativo. "Eccola qua!" esclamai orgogliosa, esibendo la pistola con cui battevo i codici a barre. Il bambino allungò la manina per afferrarla, facendomi rabbrividire: non potevo certo offrire uno strumento elettronico a quel piccoletto. "Mi spiace, non posso dartela, mi serve per sconfiggere i cattivi" gli strizzai l’occhio "Però, se vuoi, ti faccio vedere come spara." La piccola peste annuì impaziente, mentre continuavo a battere i prodotti perché il lavoro non poteva essere interrotto per giocare con un bambino. La madre osservava la scena divertita, scaricando esausta la spesa, mentre io chiedevo al piccolo di mostrarmi il braccio cicciottello. Azionai la pistola sul suo palmo, indicandogli la linea rossa del raggio infrarossi. Il bambino rise, il mio mal di testa ebbe tregua, la madre finì di scaricare la spesa senza rallentare la fila e il centro commerciale incassò il denaro. Tutti vissero felici e contenti e io passai al cliente successivo.