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I racconti dello scontrino

La lista della spesa

di Federico Betti

Nato nel 1989 a Fiesole, vive a Impruneta, nei pressi di Firenze. Laureato in Storia è insegnante di Lettere alle scuole medie. Appassionato di letteratura, musica e cinema scrive racconti da diversi anni.

Detti uno sguardo fuori prima di entrare nella Coop vicino casa, ancora ignaro della trappola in cui ero caduto. Sabrina, mia moglie, poco prima aveva fatto scivolare un post-it nella mia tasca e aveva sussurrato – Potresti fare una piccola spesa? – Ovviamente io avevo accolto quell’innocente richiesta. Una volta dentro il supermercato estrassi il foglietto e sbiancai: era stracolmo di scritte minuscole. Più che una lista della spesa sembrava un accuratissimo piano di battaglia: latte intero (è rosso, non ti azzardare a prendere quello parzialmente scremato, te lo tiro dietro!) pane (non la baguette ha troppo burro, hai il colesterolo e ti fa male, se c’è il panaccio integrale prendine due che uno lo porto a mamma) shampoo (quello mio, non ti dico quale, voglio vedere se te lo ricordi) pasticche per lavastoviglie (la lavastoviglie è quell’elettrodomestico in cucina in cui ogni tanto appoggi un bicchiere, il reparto è il 9, vicino ai tovaglioli) tovaglioli (già che sei lì prendi anche quelli, non colorati così possiamo buttarli nell’umido) cibo per gatti (la confezione è violetta chiara, a forma trapezoidale ma semisferica sotto) pasta (asciutta mi raccomando, niente tortellini, tagliatelle o pappardelle per il motivo vedi baguette) biscotti. Su quell’ultimo nome dell’elenco mi scese una lacrima. C’era scritto semplicemente biscotti. Mi sentii quasi un uomo libero. Quel giorno i biscotti furono l’unica cosa giusta che presi alla Coop. Il resto lo sbagliai drammaticamente.