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Poesia

La mattina della tuo eco

di Fabio Zara
Nasco circa 36 anni fa a San Giovanni in Persiceto. Sviluppo una discreta sicumera con punte di acida spocchia, tipica di chi spesso il male di vivere ha incontrato. Non per questo sono un poeta o un autore. Mi piace comunicare e viaggiare, anche con la mente. Ho una collezione di monete che non spolvero da tempo e migliaia di fogli in cassetti che difficilmente riaprirò. Invio soltanto parole recenti.


Ti osservavo le tempie,



venature in rilievo.



Quei frammenti di sempre



tra le falle dell'ego.



Ti osservavo perduta



mente al centro di un rogo,



come a dirti in silenzio



che riempiamo anche il cielo.



Mi osservavi la fronte,



le mie rughe in dettaglio,



come il delta di un fiume



che ti culla al risveglio.



Mi osservavi perduta



mente a lato di un cuneo:



sono nostre le impronte



al confine del giorno.



Attraversa la sponda,



Non puoi farlo che sola.



Vedrai uomini in tenda



mentre il vento ti gela.



Ti chiamavo con gli occhi,



quasi a non disturbare,



perso in punta di piedi



per non farti tremare.



Ti chiamavo vicino,



cuore ormai fuori ritmo.



Una mano sul petto...



..."Sì sono ancora vivo".



Attraverso la sponda,



proverò anche da solo.



Qui la nebbia circonda



il mio ultimo volo.