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I racconti dello scontrino

La stella dell'Ipercoop

di Claudio Magliulo
Claudio Magliulo (1986) è giornalista ed esperto di comunicazione. Ha scritto per il manifesto e Pagina 99. Dopo alcuni anni di vagabondaggi per l'Europa, è tornato a Bologna, dove continua ad occuparsi di comunicazione sul cambiamento climatico. Si alza un'ora prima ogni mattina per scrivere, ma non beve (quasi) mai caffè. Le sue storie sono state pubblicate o selezionate da Inutile, Carie, Altrisogni, La 25a Ora.
Arturo si chiama così per via della stella, o così gli piace pensare. Quando si è iscritto ad Astronomia, gli hanno regalato un telescopio. Lui ci studia, ma soprattutto si perde nelle notti stellate. Una sera il morsetto che blocca il telescopio si sgancia e lo fa ruotare verso il basso. Arturo controlla che sia tutto a posto. Il telescopio, nella sua parabola discendente, ha finito per inquadrare il retro dell'Ipercoop di fronte. Di fronte ad una delle uscite d'emergenza c'è una luce tremula, sembra una stella lontana. Arturo mette a fuoco. No, è la brace di una sigaretta. La brace illumina il volto di una ragazza, una commessa dell'Iper. Arturo dimentica il cielo stellato e la osserva. Lei fuma e alza lo sguardo. È buio, Arturo non sa dire di che colore abbia gli occhi, solo che sono due pozze limpide. Gli viene sete. La ragazza ha con sé un cestello metallico pieno di binocoli, forse destinati al deposito. Arturo prende la torcia che usa di notte e inizia a lampeggiare. La ragazza finisce la sigaretta e sta per allontanarsi, ma poi vede la luce. Prende uno dei binocoli e ne cerca la fonte. Arturo alza il braccio e la saluta con ampi gesti, come si saluterebbero due esploratori sulle rive opposte di un grande fiume. La ragazza sorride incerta e saluta a sua volta. Nel movimento del braccio la maglietta rossa le sale un po' sulla spalla e cambia l'inclinazione della targhetta con il nome. «Stella. Si chiama Stella» dice Arturo, ridendo. Nessuno lo sente, ma va bene.