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Poesia

Cantico al ventuno di marzo

di Thomas Zanchettin

Nato nel 1998, si interessa fin da piccolo al mondo dei libri, scrive le prime poesie a 7 anni e successivamente i primi racconti. A 18 comincia a collaborare con diverse testate locali occupandosi di tematiche varie (dallo sport alle arti).


Giunta è la primavera ormai:



Che ne sarà delle foglie scricchiolanti sui marciapiedi,



Dei fiati condensati e rappresi e delle macchie



Sanguinee sui volti, come fossero l’ultimo amore



Nella tiepida carne viva?



 



Ho sentito una limpida sinfonia d’uccello:



Gracchianti merli han volato sul filo del vento



Dove l’eco della strada è un continuo fluire



Di sciabole opache e frenanti; han raggiunto il palco



Sottile su di un ramo nella siepe



E cantano e amano nell’ombra, nel muro di foglie.



 



Ho sentito una limpida sinfonia d’uccello:



Squillanti passerotti e trillanti pitusèt* stavano                                 



Sulle alte parole della terra alla volta che albeggia,



Dove il sole giunge specchiandosi sulla clorofilla



Di smeraldo e scaldando tenuemente quest’angolo



Di scogliere riemersa; è primavera ormai.



 



E ogni lieve verso di gelo è ora una cantica



D’amore al germoglio nascituro sotto la coperta



Granulosa di un campo. Giunge una fresca brezza



Ed anima il fiero leone; era primavera anche nei suoi occhi



Ma quel fiore, sorgendo, mi ha portato il suo sorriso.



 



*pitusèt; “passerotto” in dialetto veneto-coneglianese