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Poesia

85 innocenti respiri

di Andrea Righetti

Nato a Sassuolo, in provincia di Modena, sul finire di marzo di ventiquattro anni fa, vivo ora nella piccola Casinalbo, frazione nel comune di Formigine. Laureando in lingue e culture straniere e venditore allo stesso tempo, cerco con la scrittura di ricreare quel mio posto nel mondo che il frenetico ritmo della quotidianità troppe volte soffoca. Appassionato di arte, cinema e musica, passo ore chiuso nella mia stanza ascoltando i melodici sentimenti altrui e ammirando desideri di perfezione raggiungibili solo con il genio creativo.


Un estivo sole bagna una vecchia stazione,



infuocati raggi penetrano in vene spaccate:



lacerano fiumi rosso sangue,



purificano neri ed oscuri rivoluzionari.



 



Un telefono squillante intona l'ultimo saluto di una madre morente,



la terra tremante sotterra il ponte del futuro:



naturale conseguenza dello scoppio mattutino.



 



Masse di pellegrini urlanti trasportano gruppi sanguigni,



anziani ed arancioni autobus sfrecciano senza sirene,



un maggiore in divisa d'ospedale abbraccia viaggiatori in attesa.



 



Un caffè giace impietrito in piazza Medaglie d'oro,



un'insulsa e sporca galleria ha cambiato nome:



"2 Agosto 1980".



 



Un treno morsicato offre riparo a dodici burattini,



come un domino, vomitano a terra la vita.



Il silenzio più totale governa il regno del caos:



ammutolisce la più grande fra le stragi.



 



Gruppi di faccette nere mandano in porto il terrore,



un assordante scoppio emana odore di morte,



un fascio di nera luce ingigantisce la gloriosa impresa.



 



Respiri innocenti regalano la vita ad una destrorsa vendetta,



superstiti piccoli globuli tendono la mano a grandi anime defunte,



marroni vagoni attendono la via per il paradiso.



 



Una folla giustiziera sfila in un caldo agosto,



defunti associati applaudono il fischiar del treno,



alti rappresentanti organizzano nuova criminalità:



scambio inferocito di copioni studiati a memoria,



relazione di battute prive di sentimento,



finte lacrime degne solo del disgusto.



 



Una Bologna ferita abbraccia 85 innocenti respiri,



200 indelebili cicatrici si mescolano a corpi colmi di ricordi.



Timidi applausi avvertono una strategica tensione al terrore:



si congedano da un evento mai passato di moda.