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I racconti dello scontrino

La mia vita

di Camilla Soncini

Sono una ragazza triestina di 24 anni che nel tempo libero si dedica alla scrittura. Sono laureata in lingue e letterature straniere e il mio sogno è quello di diventare una professoressa. I libri sono una delle mie passioni. Amo anche tradurre, specialmente dallo spagnolo all'italiano. Con i miei racconti mi piace provare a far divertire il lettore e allo stesso tempo proporre alcune tematiche su cui riflettere.

Esco vestito di bianco e nero, tirato a lucido. Sono piuttosto snello: corporatura stretta e lunga. Un figurino. Due persone mi aspettano con ansia ma io mi prendo tutto il tempo necessario. Quando arrivo davanti ai loro occhi, entrambi mi osservano attentamente, anzi si direbbe che mi stiano scrutando. La suspense si attenua a poco a poco e li vedo tirare un sospiro di sollievo. Controllano un’altra volta che sia tutto a posto volgendo lo sguardo dall’alto verso il basso. Approvano. Mi approvano. Quel che vedono su di me gli piace. So di poter essere una gioia per gli occhi eppure poi cominciano a trattarmi male. I due mi strattonano finché non finisco definitivamente tra le mani della donna. Lei mi stropiccia e mi mette in una tasca. Presto diventerò giallo e sarò dimenticato in quell’antro oscuro finché qualcuno non si ricorderà di gettarmi via. Eppure sono stato io il messaggero del prezzo da pagare. Sono stato io a ufficializzare gli sconti del supermercato sui prodotti comprati. La vita di uno scontrino può essere triste e breve. Se almeno potessi finire nel bidone della raccolta differenziata sarei un po’ più contento, potrei rinascere a nuova vita e capitare nelle tasche di qualche altra bella signora.