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Se un giorno all'improvviso

Spesa selvaggia

di Alessandro Piacente

Sono un ragazzo di 19 anni che vive a Bologna, ho scritto questo piccolo testo per divertirmi e magari per divertire anche gli altri.

 

Ma qualcuno si è mai chiesto quanto sia divertente fare la spesa? Prendiamo in esame un sabato pomeriggio all’interno di un centro commerciale. Migliaia di persone appartenenti ad età e classi sociali diverse che vanno a comporre una fauna riunita nello stesso spazio vitale: la ricetta per il delirio. Se uno volesse raccontare alcuni aneddoti divertenti sul mondo della spesa ce ne sarebbero per anni, si potrebbero istituire riunioni dove ognuno racconti le proprie esperienze per farsi grasse risate. Si parte fin da subito nei parcheggi, dove mogli accanite con mariti al seguito si affrettano ad accaparrarsi un carrello e a dirigersi all’entrata come se gli scaffali stessero per svuotarsi da un momento all’altro. Una volta dentro, questi cominciano a svolazzare da una parte all’altra fino ad arrivare al campo di battaglia vero e proprio: il reparto frutta e verdura. In questa terra di nessuno i carrelli perdono il loro significato e assumono la valenza di navi da guerra. Se ne sei sprovvisto sei spacciato e non puoi sopravvivere nel mare di scontri, precedenze e sorpassi che lo caratterizzano. In questo spazio la divisione dei generi è netta: le donne corrono di qua e di là a scegliere, imbustare, pesare e a mettere nel carrello i prodotti, mentre l’uomo è fermo, relegato con il suo biglietto in mano ad aspettare il proprio turno alla salumeria. Qui il maschio assiste alle perpetue partenze a mani vuote e ai costanti ritorni a mani piene della capobranco non facendo a meno di notare che a ogni viaggio, la di lui lei sembra sempre più incattivita e tendente a non sopportare più nulla. Una volta superato questo girone infernale si può procedere agli scaffali del confezionato, che diventano un luogo in cui giocare a nascondino per non essere avvistati dai conoscenti e non essere costretti ad ingaggiare conversazioni forzate. Ma manco a dirlo alcune delle scene più esilaranti avvengono alle casse. In questo porto di arrivo avvengono veri e propri capolavori: il più riuscito è sicuramente il marito che al momento del pagamento, e magari durante la temporanea assenza della moglie, alla fatidica domanda “vuole usufruire dei punti?” della cassiera, risponde “sì”, accompagnandolo con il sorriso beffardo e soddisfatto di chi pensa di aver appena fatto una mossa vincente. Ma quando la moglie torna e scopre che senza il suo consenso, mesi di raccolte punti sono sfumati in pochi secondi magari per una piccola spesa, allora a questo punto non si può che assistere in lontananza a una coppia agitata, con lui che non comprende l’errore compiuto e lei, sbraitante, che esce dal centro.