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Poesia

Sweet style nuovo

di Andrea Cirimbelli

Studente universitario e rapper.

 

Alba polacca – una parabola mi

rimbalza in corsia d'ospedale, dove 

ancora respira la notte. Voci

di infermiere strappano le lenzuola,

finché il polso del Caucaso decreta

il giorno. Lui è l'angelo, il Gennaio;

mi ripongo, incerto, nel suo Clifton. 

Il camice gli svolazza dietro ed

emette gesso, che finisce nella 

bocca dei pazienti e sulle mie mani.

Sento dirgli: "meine Frau", ma non riesco

a figurarmi la signora, ne' le 

loro scampagnate. 

 

Il reparto non esiste; puntuale, 

usuro la corteccia pensando a Lei:

farla mia, lasciarla andare, farla mia. 

Non mi risolvo, molesto Vergini

ortodosse col mio sguardo odioso, ma,

imperturbabili (i Cristi imbracciati):

"La steppa non si impietosisce." Ma il mio

cuore è in una dacia! La Beata mi

concede un: “ Vecchio," (Cristo ammicca un: "bimbo!") 

"la steppa sta, tu frigni, Lei sa."

Mi salutano personalizzando

(come, ora che mi congedo, esisto?);

negli otto piani di scale che scendo,

risuona, sempre più distorta, l'eco 

dell'indifferente Bea, che scivola

giù per gli svolazzanti, 

acquisendo malignità.

 

Ci sono parole, in 

tedesco, che esprimono bene ciò che

significano. "Gang", per esempio.

La ripeto finché visualizzo un tot

di generazioni di uomini che

ha marciato, finché la marcia non

cagò la sequenza di lettere che

la definisce. Sono nel Ladengang;

rassicurato dall'odore, sempre

lo stesso, di Jaeger Sauce, sorrido.

Lei è lì, sa già tutto, mi perdona! 

 

Mi slancio, atterro per metà sulle

labbra e per metà sulla guancia. Neve

prime comunioni nonne e nipoti

che si passano un centrotavola.

Col mio oracolo consumo ogni pasto;

mi costringe alla cavalleria, ci

sguazzo.

Per Lei torno sulla terra. Mangiamo,

soffoco imbecillità con bocconi.