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Poesia

Ecstasy

di Francesco Gallina

Laureato in Lettere Classiche e Moderne, Francesco Gallina ha 24 anni e svolge attività di docente, giornalista e critico letterario e teatrale. Relatore di conferenze e organizzatore di laboratori di scrittura nelle scuole. La tesi magistrale "Sotto bella menzogna" (Helicon, 2017) ha vinto il premio fiorentino La Ginestra come miglior saggio, meritando la pubblicazione.

 

Si fanno la loro dose di paradiso

perché Dante insegna che in paradiso

c’è Dio. Ma dimenticano che cade

tante volte sviene, Dante, nell’aspirare

a un ideale sì distante, innaturale.

 

È un dio che acceca, immane

come l’infinito leopardiano

qualcosa che dalla testa strappa

quel che di razionale c’è. Rimane

da dire che non fanno i conti col fatto

che la Commedia – se l’hanno letta –

è un poema immaginario.

 

T’arrivano al Pronto Soccorso

che neanche ad Avila vedevano

Teresa in questo stato

quando era punta dalla divina spada.

 

Del sogno di uscire dal limite umano

dalla nevrotica, sedimentata

polvere della noia, resta solo

la bava bianca e di ghiaccio

gli occhi, mentre ancora pulsa sul braccio

la vena punta dall’ago

e non c’è nulla di divino, solo

ciò che la morte ha trasfigurato,

un martoriato feticcio del corpo che fu

nell’anonimo grigio di una bara di zinco.