<< indietro
Scontrini

Uscita senza acquisti

di Roberta Tranquilli
Sono nata il 1 Febbraio del 1994 in pieno centro a Bologna, ma le mie origini sono orgogliosamente abruzzesi. Da piccolissima mi sono avvicinata alla scrittura per gioco, poi ho capito che era un piacevole vizio di cui non potevo e non volevo liberarmi. Dopo la maturità classica mi sono iscritta a Lettere moderne, presso l’Università di Bologna. Sono una assidua lettrice(di classici in particolare), grafomane senza possibilità di guarigione e blogger per divertimento. Ho fin troppi sogni nel cassetto che prima o poi spero di realizzare.
Anche oggi mi sono rifugiata nel reparto merendine e biscotti. Sono ottantasette giorni che ho smesso di mangiarli. Mi guardo attorno estasiata, come un bambino per la prima volta al mare. I colori delle confezioni colpiscono la mia retina in maniera quasi dolorosa. Se chiudo gli occhi mi sembra di sentire il profumo delle merendine, il piacevole rumore del frollino che scrocchia sotto il mio dente. Mi illudo di aver mangiato, di essermi saziata col solo odore. Mi rendo conto che invece ho ancora fame. Eppure mi sono imposta io di non mangiare. All’inizio è facile, ti senti forte, ma a metà della corsa inevitabilmente crolli: la mia arma di difesa contro il mondo ora mi sta divorando. Non riesco a reagire. Passando in rassegna le tabelle nutrizionali, noto amareggiata che ogni prodotto ha troppe calorie. Troppe per me, che ogni giorno conto con la calcolatrice quante me ne posso permettere: sempre meno. Guardo i croissant al cioccolato, i miei preferiti, 220cal per pezzo. Dannatamente troppe. Quelli di fianco ne hanno 202, ma sono troppe comunque. Mi guardo attorno e noto che un ragazzo mi sta fissando, chissà cosa pensa. Io mi sento tremendamente sola, ho bisogno di piangere. Andrà meglio domani? Vorrei poter affrontare tutto questo, prenderlo a calci, invece mi sento in gabbia: nessuno sembra capirmi. Ultima spiaggia i biscotti integrali, invece anche loro mi deludono: 56cal l’uno. Non ce la faccio: sento il calore delle lacrime solcarmi il viso. Di nuovo, fuggo via.